L’ESERCITO DEI MATTI
Teatro
L'ESERCITO DEI MATTI
«Un esercito di matti che marcia verso un mondo che non esiste.
Io me li immagino così. Improvvisamente fermi in mezzo alle bombe.
Si tirano su dai loro nidi di fango,
come avessero udito un suono familiare dall’altra parte della trincea.
Me li immagino vagare per il campo di battaglia,
con gli occhi lontani da questo mondo.»
Sul palco solo un tavolo e un paio di microfoni, oggetti di uso comune, strumenti musicali e materiali che suoneranno riportandoci nel paesaggio sonoro delle trincee. Un soldato come tanti cerca di salvarsi dalla guerra. Una possibile via di fuga: fingersi matto. In tanti ci provano, come lui, presentandosi alle visite mediche di reclutamento già con la «patente» da matti. Ma questo non impedisce ai comandi dell’esercito di spedirlo ugualmente sul Fronte. Saranno le trincee, le granate e l’orrore dei combattimenti a portare la giovane recluta alla follia. Il soldato canta la sua storia per quelli che non ci sono più e per quelli che sono tornati. In qualche modo lui stesso «torna», 100 anni dopo, a raccontare cos’è stata la guerra, e cosa potrebbe essere ancora. Torna per far sì che il senso di umanità non sia mai messo da parte per la necessità di identificare un nemico. Quel senso di umanità che i soldati matti hanno incarnato come un baluardo, una bandiera: lasciateci uomini, non fateci morire, non fateci ammazzare i nostri fratelli.
NOTE DI REGIA
Tornare vivi dalla guerra basta a considerarsi salvi? Non aver riportato ferite visibili equivale a non averne? Durante la ricerca svolta per documentarci sul tema ci siamo imbattuti in una cartella clinica di Angelo un soldato che, reduce dal fronte, nel manicomio in cui è stato internato, ogni mattina si sveglia e ‘recita’ tutta l’ultima battaglia in cui ha combattuto: il sibilo dei colpi di mortaio, la terra che scoppia in aria, le urla in italiano, le urla in tedesco. Recita tutto e tutti. Mette in scena la guerra, quella fuori e dentro di sé. Per affrontare questa regia condivisa siamo partiti da qui, siamo partiti da Angelo, cercando di dare voce al suo dolore e ‘a quel rumore che ha nella testa’. Si è trattato di un lungo studio per trovare la forma migliore per esprimere ‘quello che non si può dire’, l’orrore della guerra; insieme abbiamo cercato i suoni e le immagini che più ci sembravano aderire ad un racconto interiore, per provare a portarlo fuori: fuori dalla trincea, fuori dal tempo, ma che avesse – allo stesso tempo – la forza di essere contemporaneo e di arrivare fino a noi.
Di Gioia Battista
Con Nicola Ciaffoni
Regia Battista/Ciaffoni
Arrangiamenti Walter Giacopini
Consulenza disegno sonoro Giulio Ragno Favero
Consulenza disegno luci Veronica Penzo
Scene e costumi Chiara Barichello
Sculture Alberto Rocca
Con le voci di Riccardo Maranzana, Angelo Campolo e Mirko Soldano
e di Luigi Cerpelloni, Walter Giacopini. Enrico Morello, Francesco Morello
con l’amichevole contributo al violoncello del M° Luca Franzetti
Scene realizzate da Delta Studios – Udine
Foto di scena Paolo Blocar
Produzione Caraboa Teatro
PREMIO DELLA CRITICA – Ermo Colle 2026
PREMIO DELLA CRITICA - ERMO COLLE 2026
«Per la capacità di attraversare e stratificare linguaggi diversi, portando la ricerca fino al limite e mettendo in gioco, insieme, corpo, voce, musica, scenografia e, soprattutto, presenza attoriale. Per il rischio assunto dall’interprete, che fa della distorsione, del gesto sporco e della deformazione sonora, strumenti per raccontare una fragilità che diventa quasi una condizione obbligatoria: ci si fa matti per non andare in guerra, ma la guerra stessa finisce per apparire come una cosa abitata da matti. Lo spettacolo interroga così il confine tra follia e normalità, tra sconsideratezza e normatività, tra individuo e potere, tra l’essere militare e il sottrarsi alla macchina della guerra. Un confine che non è mai dato una volta per tutte, ma che viene continuamente prodotto e spostato. La follia diventa anche una forma di parola: una voce che, deformandosi, eccedendo, facendosi rumore, continua a parlare proprio là dove il potere vorrebbe stabilire chi ha il diritto di essere ascoltato e chi invece deve essere escluso dal piano del senso. In questa prospettiva, la guerra appare come una macchina che produce a sua volta follia, una follia foucaultiana che pretende di separare i sani dai matti, i coraggiosi dai disertori, i soggetti obbedienti da quelli che si sottraggono, e finisce invece per rendere sempre più incerto il confine tra chi è folle e chi lo è davvero. E allora resta la domanda: chi è davvero folle? Chi si dichiara matto per salvarsi, o chi manda gli altri in guerra? Attraverso una drammaturgia composta da molte teste, molte voci e molte forme del racconto, L’esercito dei matti non cerca di risolvere questa domanda, ma di abitarla. Il riconoscimento va a uno spettacolo che non cerca di catturare la fantasia dello spettatore e della spettatrice, ma di metterla in movimento; che stratifica, disorienta, a tratti persino disturba, e proprio attraverso questo attrito, apre uno spazio di immaginazione e di pensiero»
Rassegna Stampa
I VINCITORI DI ERMO COLLE 2026, 18 agosto 2026
L’ESERCITO DEI MATTI DI CARABOA TEATRO: LA FOLLIA DELLA GUERRA, di Elvira Sessa, 7 aprile 2025
L’ESERCITO DEI MATTI UCCISI DUE VOLTE, di Grazia Menna, 31 marzo 2025
LA FOLLIA DELLA GUERRA AL TEATRO DELLA COOPERATIVA, di Raffaella Roversi, 10 giugno 2024
MATTI DA SLEGARE, di Luisa Espanet, 6 giugno 2024
L’ESERCITO DEI MATTI: UNA RIFLESSIONE PSICOANALITICA, di Monica Bomba, 5 giugno 2024
L’ESERCITO DEI MATTI O L’ORRORE DELLA GUERRA, di Diego Vincenti, 4 giugno 2024
Tournée spettacolo
Collecchio (PR) / Festival Ermo Colle – 31 luglio 2026
Redipuglia (TS) / Festival Luci e Ombre sul Carso – 9 luglio 2026
Modena / Teatro Storchi – 18 marzo 2026
Trieste / Hangar Teatri – 4/5 aprile 2025
Roma / Teatro Argot Studio – 29/30 marzo 2025
Milano / Teatro della Cooperativa – 4/9 giugno 2024
Verona / Fucina Culturale Machiavelli – 4/6 novembre 2023
Imèr (TN) / Piccolo Teatro Blu – 3 novembre 2023
Sospirolo (BL) / Sala Comunale – 30 ottobre 2023
Tregnago (VR) – Villa Ferrari dalle Spade – 10 agosto 2023
Roma / Teatrosophia – 27 maggio 2023
Foto di scena




ph. Paolo Blocar
Trailer
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